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Tempo di Quaresima: Domenica V dell'Anno C (2024-25)

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com)  

Tempo di Quaresima: Domenica V dell'Anno C (2024-25)

Introduzione. In Isaia Dio annunzia una nuova liberazione degli Ebrei, più bella di quella dall’Egitto; nel Vangelo Gesù libera l’adultera dai peccati e dalla cattiveria dei Suoi avversari; per Paolo Gesù è il vertice di tutto e anzi è tutto: il punto di partenza, il cammino, la meta.

I - Isaia 43,16-21 – (a) Il Signore Dio, per liberare gli Ebrei dalla schiavitù degli Egiziani, aprì una strada nel mare Rosso (16) ed essi lo attraversarono a piedi asciutti; dietro di loro si lanciarono gli inseguitori, carri e cavalli, esercito ed eroi, che giacciono morti, …sono estinti (17). E’ la grande liberazione che rimase vivamente impressa nella memoria e nella spiritualità degli Ebrei, perché  allora diventarono il popolo di Dio, che stipulò con loro l'alleanza. Essi con la Pasqua festeggiavano quell’evento di grazia. La Pasqua di Gesù è la sua opera di salvezza per tutti gli uomini: ci libera dalla schiavitù di Satana, ci fa entrare nel Regno di Dio, dando inizio al nostro itinerario spirituale con la fede e il battesimo e avviandoci verso la salvezza personale e comunitaria. Adoriamo Dio e ringraziamolo, lodiamolo e chiediamo la grazia di impegnarci e perseverare. (b) Dio esorta: Non ricordate più queste cose passate, non pensate più a queste cose antiche! (18), perché Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia; in effetti sta preparando un nuovo esodo per gli ebrei, ora schiavi a Babilonia: Aprirò anche nel deserto una strada; immetterò in abbondanza fiumi nella steppa (19) …per dissetare il mio popolo, il mio eletto (20), che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi (21); insieme con esso Mi glorificheranno le bestie selvatiche, sciacalli e struzzi (20). Dio dà al suo nuovo popolo tutti i mezzi per il suo cammino verso l’eternità, per consentire a tutti di rispondere all’invito di Dio e arrivare alla salvezza. Anche la natura sentirà gli effetti positivi della liberazione dei figli di Dio (Rm 8,19-21). Adoriamo e ringraziamo Dio e camminiamo con fedeltà per la via della salvezza.

II - Giovanni 8,1-11 – 1. (a) Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi (1), forse per raggiungere la casa di Lazzaro a Betania, dove pernottava quando era a Gerusalemme; comunque al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui, per ascoltarlo. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro (2), in uno dei cortili o sotto i portici o in qualche locale. La gente era affascinata dall'insegnamento di Gesù per il contenuto e la forma, l'autorità e i miracoli, che l'accompagnavano. Anche noi mettiamoci alla scuola di Gesù; la sua Parola, onnipotente nel creare il mondo, lo è ora nella sua conservazione e nel concorso; allo stesso modo la sua Parola, che oggi leggiamo, ascoltiamo, meditiamo, predichiamo, accettiamo con fede e custodiamo nella mente e nel cuore, illumina la nostra intelligenza, muove la nostra volontà a praticarla, e ci sostiene nell’osservarla nonostante tutte le nostre debolezze: Essa viene da Dio e torna a lui, sempre producendo l'effetto che Dio si aspetta (Is 55,10-11): la pratica di essa da parte di chi l’accoglie o la punizione di chi la rifiuta. Preghiamo che essa produca in noi sempre l'effetto voluto da Dio. (b) Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio (3), e gli ricordarono: Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa con l’uomo coinvolto; gli chiesero: Tu che ne dici? (5); essi speravano di avere motivo di accusarlo presso le autorità  (6) o religiosa, se avesse detto di non ammazzarla, coerente col suo insegnamento sulla misericordia per i peccatori, o romana se avesse consentito alla sua lapidazione – la condanna a morte erano riservata ai dominatori. Avevano avuto tante prove delle infinita sapienza di Gesù e continuavano a usare la loro piccola e misera furberia per attaccarlo invano. (c) Ma Gesù voleva evitare di rispondere, forse per non umiliare i suoi nemici, e così si chinò e si mise a scrivere col dito per terra (6), forse come uno che scarabocchia qualcosa. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò, per farsi sentire da tutti i presenti, e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei» (7). Gesù non dichiara innocente la donna, ma si limita a dire che gli esecutori della condanna devono essere innocenti (cfr. 7), senza  nessun peccato, non solo di quello di adulterio. Gesù ci avverte che, se siamo veramente sinceri nel voler punito il peccato, anzitutto dobbiamo noi evitare qualsiasi peccato; altrimenti siamo ipocriti.

2. Fatta la dichiarazione, chinatosi di nuovo, scriveva per terra (8); poiché non c'era nessun innocente tra i presenti, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani (9) sia perché avevano avuto più tempo per peccare sia perché, più esperti delle cose della vita, capirono che il dialogo prendeva una piega pericolosa: si sapeva che Gesù conosceva il passato delle persone e a nessuno piaceva che Gesù manifestasse a tutti i loro peccati. Nessuno di noi è innocente ed è giusto che usiamo con gli altri la misericordia, che desideriamo per noi da Dio e dagli uomini. (b) Così Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo (9). Allora Gesù si alzò di nuovo e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?» (10); Ed ella rispose: Nessuno, Signore»E Gesù, che già l’aveva riconosciuta colpevole, disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (11). Neanche lui le lanciò la pietra per eseguire la condanna, pur avendone diritto perché unico innocente; però le raccomandò di non peccare più. Impariamo a giudicare e condannare noi stessi davanti a Gesù ora, per evitare di essere giudicati e condannati nell’ora del giudizio; pentiamoci e facciamo il proposito di non peccare più ora, prima che sia troppo tardi; chiediamo la grazia del perdono e di mantenere i buoni propositi per il futuro. La Quaresima ci serve per questo.

III - Filippesi 3,8-14 – (a) Paolo parla della sua esperienza di discepolo di Gesù. Per lui Gesù è tutto; Anzi, ritiene che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, Suo Signore, e dell’amore per Lui; egli considera tutto spazzatura e Per Lui l’ha lasciato perdere (8); quel che conta per lui è che egli possa conoscere e amare Lui (10; cfr. 8), per guadagnare Cristo (8), ed essere trovato in lui (9), inserito in Lui come membro del Suo Corpo. Per tal via egli sarà giusto, avrà come sua giustizia non quella derivante dall’osservanza della Legge ebraica (9), ma quella che viene dalla fede in Cristo (9), la giustizia che viene da Dio, basata su tale fede (9). Egli crede in Gesù, vero Dio e vero uomo, e nella salvezza, che viene per la pasqua di Gesù, la sua passione e morte e la potenza della sua risurrezione (10), sorgente della speranza di giungere alla risurrezione dai morti (11). Per giungervi, Paolo vuole la comunione alle Sue sofferenze, fino a farsi conforme alla Sua morte al peccato (10). Tale fede va condivisa anche da noi per salvarci. (b) Paolo è cosciente di Non aver certo raggiunto la mèta e di non essere arrivato alla perfezione (12): non ritiene ancora di averla conquistata (13); perciò si sforza di correre per conquistarla (12) o, meglio, di essere conquistato da Cristo Gesù (12). Egli ormai non guarda ciò che sta alle sue spalle, a (13), il passato, ma si protende verso ciò che gli sta di fronte (13), verso la mèta, al premio che Dio ci chiama, tutti, a ricevere lassù, in Cristo Gesù (14). Guardiamo al passato per conoscere le nostre debolezze e difendercene, ma siamo concentrati su Gesù e la salvezza, che ha operata per noi e che vogliamo raggiungere col Suo aiuto.

EUCARESTIA. Gesù è la nostra salvezza, specie per mezzo dei sacramenti; le opere della penitenza quaresimale ci aiutano a creare in noi le disposizioni interiori per renderli efficaci. Preghiamo la Vergine SS. e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni, di ottenerci la grazia di vivere con il massimo impegno questi ultimi giorni di Quaresima. (mons. Francesco Spaduzzi)

Altri Temi: 1. Tu che ne dici? (5). Ottima cosa chiedere il parere di Gesù su qualsiasi questione per avere la Sua risposta: Egli è sapienza infinita e, se noi accettiamo la sua Parola, partecipiamo di essa con la fede. Adeguiamoci noi all'insegnamento di Gesù e non pretendiamo il contrario: Egli ne sa più di noi e ci troveremo sempre bene nel seguirlo e male nel fare di testa nostra.

2. Chi di voi è senza peccato getti per primo la pieta contro di lei (7). Tutti siamo peccatori, nessuno escluso, fatta eccezione per Gesù, Maria e Giuseppe; alcuni pochi hanno commesso solo peccati veniali, ma la grandissima parte degli uomini devono riconoscere di aver offeso tante volte il Signore, e anche in materia grave. Siamo pronti a riconoscere i nostri peccati e a chiederne perdono.

3. Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più (11). Gesù giudica la donna peccatrice; riconosciamo i nostri peccati con chiarezza e facciamo altrettanto con quelli degli altri, chiamando il male e il bene col loro proprio nome, ma sempre affidando a Dio il giudizio sull’interiorità della persona, perché solo lui conosce il cuore e la responsabilità di chi ha peccato.

4. Non pensate più alle cose antiche! Ecco, io fatto una cosa nuova (18-19), Impegniamoci a conoscere meglio la storia della salvezza dell’AT e del NT, il cui centro è Cristo e il vertice è la sua Passione e Morte e la sua Resurrezione e Ascensione, cioè il mistero Pasquale, e ad approfondire e alimentare la fede. Serve dare più tempo all’ascolto della Parola di Dio e alla meditazione di essa.

5. Per lui (Cristo Gesù mio Signore) ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura (8). Concentriamoci sulla ricerca di Cristo dappertutto: nell'Eucaristia e Sacramenti, Parola, assemblea, ministro, fratello, specie bisognoso, nel nostro cuore per la fede e carità, per conoscere Cristo (10), guadagnare Cristo (8), essere conquistato da Cristo (12). (mons. Francesco Spaduzzi)

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